REGOLE  COMUNICATIVE

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  • ASCOLTIAMO IL PAZIENTE
  • USIAMO SEMPRE UN TONO DI VOCE PACATO, NON AUTORITARIO E CON UN RITMO LENTO
  • RISPETTIAMO LE SUE PAUSE ED I SILENZI (non incalziamolo con domande/affermazioni. Diamogli il tempo di raccogliere i pensieri e formulare risposte)
  • UTILIZZIAMO ANCHE NOI LE PAUSE ED I SILENZI
  • USIAMO SEMPRE L’AGGANCIO VISIVO PER MANTENERE LA COMUNICAZIONE E FAR CAPIRE CHE SIAMO LÌ PER ASCOLTARLO CON I SUOI TEMPI
  • CHIAMIAMOLO SPESSO CON IL SUO NOME
  • COMUNICHIAMOGLI UN MESSAGGIO PER VOLTA
  • ASPETTIAMO LA SUA RISPOSTA ALLA NOSTRA DOMANDA
  • NON INTERROMPIAMOLO QUANDO STA ESPRIMENDO UN CONCETTO (anche quando non lo capiamo)
  • NON COMPLETIAMO LE FRASI CHE LASCIA IN SOSPESO MA ASPETTIAMO IN SILENZIO
  • NON USIAMO UNA MIMICA DI RIMPROVERO O DI NONCURANZA (siamo sempre lì per loro. Per stare con loro! E ne siamo felici!)
  • PARLIAMO IN MODO CHIARO E CONCRETO
  • PRONUNCIAMO FRASI BREVI INDICANDO UN SOLO CONCETTO PER VOLTA
  • PONIAMOCI ALLA SUA STESSA ALTEZZA DI FRONTE A LUI
  • IN CASO DI DELIRI ALLUCINATORI NON CERCHIAMO DI RIPORTARLO ALLA REALTA’ (ascoltiamolo in silenzio, senza ridere o bloccarlo (il delirio è la sua modalità comunicativa per esprimerci un suo bisogno). Verifichiamo semplicemente che emozione sottende)
  • NON CORREGGIAMOLO IN CASO DI ERRORE
  • NON FACCIAMOLO MAI SENTIRE MALATO, ACCOGLIAMOLO COME PERSONA CHE CI PUO’ ARRICCHIRE EMOTIVAMENTE
  • SIAMO CURIOSI DELLE ESPERIENZE CHE CI PORTA
  • RIDIAMO CON LUI, MAI DI LUI!

 

SE IL PAZIENTE HA DIFFICOLTA’ A PARLARE POSSIAMO USARE:

1. L’ECO (ripetiamo le ultime parole da lui dette)
2. RIASSUNTO DI CIO’ CHE TI HA ESPRESSO IN PRECEDENZA
3. GUARDIAMOLO SEMPRE NEGLI OCCHI (aggancio visivo)
4. RISPONDIAMO ALLE SUE DOMANDE
5. USIAMO L’AUTOBIOGRAFIA (agganciamo il suo ultimo concetto con un nostro aneddoto personale che gli racconteremo)

CONSIGLI PRATICI

3Per la memoria:

  • Ricordiamogli le cose, utilizzando bigliettini e post it
  • Associamogli le immagini per facilitare la comprensione di un messaggio scritto (es. disegno di un wc sulla porta del bagno)
  • Evitiamo di sottolineare i suoi errori

 

4Per il Disorientamento:

  • Rassicuriamolo
  • Creiamo una routine
  • Adattiamo l’ambiente ai bisogni del paziente

 

 

5Per l’Aggressività:

Le cause che possono scatenare l’aggressività sono soprattutto la frustrazione, l’ansia e la paura.

  • Cerchiamo di distrarlo
  • Manteniamo un atteggiamento calmo e rassicurante
  • Evitiamo atteggiamenti di sfida
  • Diamogli qualcosa con cui giocherellare per scaricare le sue emozioni
  • Troviamogli qualcosa da fare
  • Abbracciamolo
  • Lasciamo la stanza in caso diventi violento

 

6Per l’Apatia:

  • Incoraggiamolo nello svolgimento delle attività che riesce a svolgere
  • Congratuliamoci con lui quando riesce a portare a termine un compito

 

Se non riconosce le persone

  • Evitiamo di correggerlo
  • Cerchiamo di non offenderci se non ci riconosce

 

Se assume comportamenti bizzarri

  • Cerchiamo di distrarlo

 

7Se perde le cose e poi accusa gli altri

  • Cerchiamo di memorizzare dove si trovano gli oggetti e dove vengono abitualmente nascosti
  • Facciamo duplicati degli oggetti più importanti
  • Controlliamo i cestini della spazzatura prima di svuotarli
  • Cerchiamo eventuali scorte di cibo
  • Rassicuriamolo ed aiutiamolo a ritrovare ciò che ha perso

 

8Se soffre di insonnia

  • Limitiamogli i sonnellini durante il giorno e manteniamolo attivo (fargli fare dei compiti durante tutto l’arco della giornata, soprattutto al mattino)
  • Cerchiamo di scoprire se l’insonnia ha qualche causa specifica (troppa luce, confusione, sonnellini durante il giorno, letto scomodo, ecc.)
  • Fargli bere un po’ di latte può conciliare il sonno

a cura della Dott.ssa Francesca Fonzi