TERAPIA OCCUPAZIONALE

 

Nella terapia occupazionale viene utilizzata qualsiasi attività che consenta di coinvolgere il malato nel “fare” qualcosa, incluse quelle di base relative alla cura del sé e dell’ambiente in cui si vive.

Il suo concetto centrale e è che l’inattività conduce alla perdita della funzione. Anche tra le persone sane si verifica lo stesso fenomeno: smettere per un lungo periodo, ad esempio, di parlare una lingua straniera o di suonare uno strumento musicale peggiora notevolmente la prestazione, anche se in precedenza si era raggiunto in quel tipo di competenza un livello molto elevato.

Per esempio un malato può essere ancora in grado di pulire casa ma non lo fa perché non ricorda dove si trovano scope, strofinacci, spugne… Se poi questo malato è ricoverato in struttura, dove alla pulizia provvede il personale, è chiaro che non potrà mettere in atto l’abilità che ancora possiede e, con il passare del tempo, l’inattività lo porterà a perderla.

Lo stesso avviene per azioni legate alla cura del sé, come il lavarsi e il vestirsi.

Sovente gli operatori, per “velocizzare i tempi”, lavano o vestono loro il malato, che progressivamente perderà la capacità di farlo da solo, diventando più demente di quello che è.

Le attività scelte dovranno essere attraenti per il malato, perché la motivazione di quest’ultimo è essenziale, e andranno individuate tra quelle che egli abitualmente svolgeva nella sua vita da “sano” (se, ad esempio, proponiamo ad un uomo malato di demenza che non ha mai cucinato in vita sua un’attività di preparazione di pasta fatta in casa, è probabile che egli non ci seguirà con molta passione…).

Se durante l’esecuzione dell’attività il malato si “inceppa”, chi assiste dovrà aiutarlo a superare quella difficoltà per poi lasciarlo continuare da solo.

A volte basterà avviare alcune sequenze di gesti perché, subito dopo, egli le continui in autonomia (se, ad esempio, non riesce a lavarsi le mani, potrà bastare mettergli una saponetta in mano perché si ricordi di quella procedura che così spesso ha utilizzato nella sua vita).

Questo tipo di terapia, oltre ad evitare che si perdano una serie di abilità, può anche consentire di apprenderne di nuove, magari più utili al malato nel suo tipo di condizione.

Ha, inoltre, effetti positivi sul suo grado di autonomia, efficacia personale e autostima.

Questa metodologia viene utilizzata nel Centro Igea in maniera continuativa e costante durante l’intero arco della giornata.